2013

#RadioCinqueDay 2013- Parte 2: Il Concert(in)o.

#RadioCinqueDay 2013- Parte 2: Il Concert(in)o.

La mattina del RadioCinque Day inizia presto, molto presto, quando ancora l’alba non tocca i tetti delle case, e quando ancora le rondini non hanno iniziato a cantare. E spero di non venire frainteso quando dico che quel giorno di maggio è stato uno dei giorni più difficili che ricordi, un vero terrore. Quel giorno rimarrà indelebile nelle menti di noi organizzatori per l’enorme quantità di avversità e di difficoltà che ci si sono presentate come legnate tra capo e collo.

A partire dalla mattina, le difficoltà riscontrate con le autorità, con i commercianti, con il Vaticano, con tutto ciò che era stato programmato, rischiano di impedire lo svolgimento dell’evento. Immaginate lo stress di tre ragazzi ventenni, le loro parole spese, gli impegni pubblicitari, gli impegni economici, e quello che avrebbe comportato un annullamento del concerto.

Come se non bastasse il pomeriggio ci si mette anche il meteo ad intralciare il programma. Quindi corri, modifica, rivedi le scalette, slitta l’inizio del concerto, corri, rimedia, accorcia. Di tutto quello che avevamo progettato, purtroppo e con grande dispiacere, è venuto poco, abbiamo dovuto modificare moltissime cose a causa dei ritardi e della pioggia.

Ma alla fine eccoci qua. L’inizio. Le band si avvicendano sul palco, la folla pian piano cresce, Piazza Tolomei si riempie di persone, cala il buio, si accendono le luci sul palco, il buon rock live esce dalle casse dell’impianto a liberare il ballo di centinaia di giovani che si fermano, esibizioni eccellenti dei nostri gruppi, infiammano le gole che cantano alluni sono.

Ed arriva il momento del Principe. Maurizio Vandelli fa il suo ingresso sul palco, la piazza è piena, i vicoli adiacenti straboccano di teste e di mani, persone di tutte le età, dai più vecchi ai più piccoli, ai giovani e i meno giovani, sono lì, ascoltano e cantano tutti insieme le note dei grandi classici di Vandelli, degli Equipe 84, di Lucio Battisti. Un pezzo fondamentale della storia della musica italiana, qui, a Siena, tutto per merito di tre ragazzi di vent’anni, questo basta a cancellare la fatica e le difficoltà, vedere la musica dal vivo rendere felici ragazzi e ragazze di tutte le età.

Applausi, ultime esibizioni, ultime fatiche, tra una grande emozione, gioia e consapevolezza di aver fatto qualcosa di grande, nel nostro piccolo. Maurizio Vandelli che ci fa l’in bocca al lupo per la nostra radio. Le luci si spengono ed inizia la notte di un altro giorno, una notte lunga e fatta di fatica fisica per smontare e mettere a posto tutto, in pochi, pochissimi. 

 

radiocinque

agosto 25th, 2014

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